top of page

UNA SOCIETÀ CANCELLATA PUÒ ANCORA ESSERE SOTTOPOSTA A LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE?

  • 20 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

LA CANCELLAZIONE NON BLOCCA IMMEDIATAMENTE OGNI POSSIBILE LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE

La cancellazione di una società dal Registro delle imprese non deve essere interpretata come un confine assoluto oltre il quale una situazione di insolvenza diventa irrilevante. Il Codice della crisi disciplina espressamente l’ipotesi dell’imprenditore cessato e prevede, a determinate condizioni, la possibilità di aprire la liquidazione giudiziale entro un periodo limitato dalla cancellazione. Il riferimento temporale va ricostruito con precisione sulla base dell’art. 33 CCII e della concreta vicenda societaria. Non basta sapere quando la società ha smesso di fatturare o quando i soci hanno deciso lo scioglimento: occorre verificare la data di cancellazione e gli altri elementi rilevanti. Nei casi dubbi è essenziale lavorare sulla visura storica e sugli atti della liquidazione. Calcolare il termine partendo dalla data sbagliata può condurre a conclusioni completamente errate sulla possibilità di apertura della procedura.

INSOLVENZA E PRESUPPOSTI DEVONO COMUNQUE ESSERE DIMOSTRATI

Il fatto che il termine non sia ancora decorso non significa che ogni società cancellata possa automaticamente essere sottoposta a liquidazione giudiziale. Devono ricorrere i presupposti previsti dalla normativa e la situazione di insolvenza deve essere valutata sulla base degli elementi concreti. Creditori, documentazione contabile, passività, attività residue e comportamento dell’impresa prima della cancellazione possono assumere rilievo. Per questo la società in difficoltà dovrebbe affrontare la propria posizione prima della chiusura, senza considerare la cancellazione come uno strumento per sottrarsi a una procedura. Anche per i creditori è importante agire sulla base di documenti aggiornati e verificare tempestivamente le date, perché il decorso del tempo può incidere sulle possibilità processuali. Una ricostruzione precisa evita iniziative fondate su presupposti temporali o patrimoniali non corretti.

IL PROGETTO CECO DEVE ESSERE TENUTO DISTINTO DALLA CRISI DELLA SOCIETÀ ITALIANA

Quando l’imprenditore vuole continuare l’attività tramite una s.r.o. in Repubblica Ceca, è fondamentale separare il nuovo progetto dalla gestione della crisi della società italiana. Beyond C. Trade affianca l’impresa nell’analisi organizzativa del passaggio, coordinando la costruzione della struttura ceca con i professionisti incaricati della posizione italiana. Costituire una nuova società non modifica da solo i presupposti di una possibile liquidazione giudiziale della vecchia SRL e non cancella i rapporti pendenti. La scelta tra liquidazione, fusione o altre soluzioni deve essere fatta prima della cancellazione, conoscendo debiti, insolvenza e tempistiche. Solo così il progetto estero può svilupparsi su basi autonome senza confondere continuità economica, responsabilità e procedura concorsuale.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

www.beyondctrade.com

www.beyondctrade.com

www.beyondctrade.com

VUOI PARLARCI DEL TUO PROGETTO?

Raccontaci la tua situazione: lavoro dipendente, attività autonoma, s.r.o. o trasferimento tra Italia e Repubblica Ceca. Ti aiutiamo a capire quale percorso organizzare.

Ogni progetto ha una direzione. Noi ti aiutiamo a trovarla.

 
 
bottom of page