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OPERE D’ARTE, OGGETTI DA COLLEZIONE E ANTIQUARIATO IMPORTATI DA PAESI EXTRA-UE: QUANDO IL MARGINE PUÒ DAVVERO ENTRARE IN GIOCO

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il regime IVA del margine sui beni importati da Paesi extra-UE ha una delle sue eccezioni più importanti nel mercato dell’arte, del collezionismo e dell’antiquariato. A differenza di un normale orologio o di una normale borsa usata importati dal Giappone o dagli Stati Uniti, la Direttiva IVA consente agli Stati membri di riconoscere ai rivenditori una specifica opzione per applicare il regime del margine alle successive cessioni di opere d’arte, oggetti da collezione e antiquariato che essi stessi hanno importato, alle condizioni previste. È però indispensabile stabilire prima se il bene rientra davvero in una delle categorie legali.

Non basta chiamare un oggetto «da collezione»

Le categorie di opere d’arte, oggetti da collezione e antiquariato non dipendono soltanto dal linguaggio commerciale. La Direttiva IVA rinvia a elenchi specifici e la classificazione doganale può essere determinante. Un orologio raro, una sneaker numerata o una borsa vintage possono essere «da collezione» nel linguaggio del mercato senza per questo rientrare automaticamente nella categoria fiscale degli oggetti da collezione ai fini del regime speciale. Prima di applicare l’eccezione bisogna verificare la classificazione normativa del bene.

L’importatore deve essere il rivenditore che esercita l’opzione

La previsione europea riguarda opere d’arte, oggetti da collezione e antiquariato importati dallo stesso soggetto passivo-rivenditore. Questo rende essenziale il ruolo indicato nella dichiarazione doganale. Se l’importazione è formalmente effettuata da un soggetto diverso, da un marketplace o da un intermediario che poi rivende il bene alla s.r.o., non si deve presumere che la stessa disciplina continui ad applicarsi senza ulteriori verifiche.

Come si determina il prezzo di acquisto ai fini del margine

Per i beni che il rivenditore ha importato personalmente e per i quali esercita validamente l’opzione, la Direttiva prevede una regola specifica: ai fini del calcolo del margine, il prezzo di acquisto è collegato alla base imponibile all’importazione e viene aumentato dell’IVA dovuta o pagata all’importazione. Non si utilizza quindi in modo meccanico il solo prezzo pagato al venditore estero.

IVA all’importazione: perché non viene semplicemente detratta

Se il rivenditore utilizza il regime del margine per l’operazione prevista dall’articolo 316 della Direttiva, la stessa Direttiva limita la detrazione dell’IVA relativa ai beni utilizzati per quelle cessioni. Se invece il rivenditore sceglie il regime IVA ordinario per la successiva cessione, possono applicarsi regole differenti sul diritto alla detrazione dell’IVA assolta all’importazione. È quindi necessario valutare il trattamento prima della vendita, non dopo.


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Esempio: opera acquistata a New York e importata a Praga

Una galleria ceca acquista negli Stati Uniti un’opera che rientra nella definizione fiscale di opera d’arte e la importa direttamente in Repubblica Ceca. Dopo lo sdoganamento intende rivenderla a un collezionista italiano. Prima di emettere la fattura deve verificare: classificazione dell’opera; aliquota applicata all’importazione; condizioni nazionali per l’opzione; metodo di calcolo del margine; trattamento della successiva vendita transfrontaliera; documentazione richiesta. Il fatto che il compratore finale sia italiano non elimina la necessità di applicare correttamente il regime ceco del rivenditore.

Antiquariato: l’età commerciale e quella fiscale

Anche per l’antiquariato occorre evitare definizioni intuitive. Un negozio può descrivere come «vintage» un oggetto di alcune decine di anni, ma ciò non significa necessariamente che sia antiquariato ai fini delle categorie IVA e doganali. La scheda del bene dovrebbe indicare datazione, materiali, provenienza, eventuale certificazione e classificazione utilizzata.

Perché questa eccezione non va estesa al lusso usato in generale

La possibilità di utilizzare il margine su determinate importazioni di arte, collezionismo e antiquariato è una regola speciale. Proprio perché è speciale, non può diventare l’argomento per sostenere che qualsiasi bene usato importato da un Paese terzo possa essere rivenduto a margine. Orologi, borse, gioielli ed elettronica devono essere analizzati autonomamente.

Riferimenti principali: Direttiva 2006/112/CE, artt. 311, 316, 317, 320 e 322; Allegato IX; normativa ceca di attuazione.


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